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Massimo Pierini | Jazz Project


Nella casa dei miei genitori non c'erano dischi Jazz. Quindi il mio interesse per la musica Jazz è venuto da qualche altra parte. Probabilmente ho iniziato a familiarizzare in maniera inconsapevole grazie alle trasmissioni radio e TV cui assistevo sin da quando ero bambino ed avevamo in salotto una TV in bianco e nero. Una delle prime canzoni che ho sentito era "In The Mood"... e penso di averla sentita alla radio. Potevo avere 4 anni o giù di lì. Amavo quel brano.
Ogni tanto mettevano questo disco in radio e ricordo distintamente che per anni ho cercato di capirne invano il titolo!
Persino quando divenni bravino con l'inglese... gli speakers sembravano dirlo troppo velocemente e con una parlata liquefatta... che mi rendeva nervoso!
Durante gli anni 70 la TV trasmetteva un sacco di film con colonne sonore jazz. Ricordo i film con Louis Armstrong come Alta Società (High Society), Hello Dolly (Hello Dolly)Going Places (1938). Ricordo anche di aver visto Cab Calloway ed i film con Fred Astaire, Doris Day, Bing Crosby e Frank Sinatra (non che i crooner mi facesero impazzire). Poi quando ebbi all'incirca  17/18 anni, ricordo di aver visto Oscar Peterson in TV: lo registrai, mi colpì moltissimo. 
Quando arrivò la tecnologia del compact disc mio fratello comprò una antologia Jazz così io iniziai a conoscere molti dei bigs del Jazz.  Credo di non aver comprato dischi Jazz fino a quando raggiunsi i 24 anni, allorquando durante un soggiorno di lavoro in Svezia ed in un penoso stato di astinenza musicale
comprai in un supermarket due musicassette jazz: Una era di Satchmo e l'altra era "The Quintessential of Billie Holiday", nello stesso giorno comprai anche altre due musicassette! 

COME COMPOSITORE JAZZ
A volte mi chiedono che tipo di Jazz scrivo. Non è una domanda alla quale sia facile rispondere quando uno è il tipo di artista la cui musica viene da dentro, sapete com'è...
Scrivo secondo quello che il mio cuore sente in un certo momento. Avendo una lunga esperienza nello scrivere canzoni, la forma della canzone è la più naturale per me.
Così a volte esce una armonia Blues, altre volte un Swing ed a volte... qualcosa che suona un pizzico più moderno come un be-bop forse. Non penso molto alle categorie.
Tra le canzoni Jazz meglio riuscite vi sono "Look Look Look", "It's Great", "I Don't Love Just One Thing"; tra i brani strumentali per Vibrafono: "Jazzrok", "Jazmine" ed "Esax". Ho molti altri brani scritti ma ancora non depositati, per mancanza di tempo, che conto di depositare appena potrò.
Come chitarrista il bossanova è una delle prime forme con cui mi sono cimentato e divertito. Reputo quei brani ancora molto buoni.
Ma in realtà la maggioranza dei miei brani non sono nati alla chitarra ma da idee al piano, al vibrafono ed al contrabbasso.

Gli strumenti che amo maggiormente sono: il contrabbasso, la tromba con sordina harmon, i sax, il clarinetto, chitarra, piano e vibrafono. E ovviamente non posso fare a meno del suono prodotto dalle spazzole sulla batteria. Scrivo principalmente per questi strumenti.
Sebbene classificare la mia musica non sia facile come bere un bicchier d'acqua... -
tra l'altro non credo spetti agli autori trovare una definizione per la musica che compongono - diciamo che è un jazz che raccoglie sicuramente influenze blues e swing... ma anche di altro tipo.

In generale preferisco melodia e contenuto al virtuosismo. Una buona armonia ed un ritmo accattivante sono anch'essi importanti. I miei brani sono tematici e tendenzialmente brevi; comunque non sono contrario ad inserire delle sezioni improvvisative nei brani, specialmente in chiave di esecuzione dal vivo. 

Evito le imitazioni - di cui francamente non ho bisogno - ed anche le contaminazioni che mi interessano poco.
Alcune mie composizioni Swing possono suonare diverse rispetto ai vecchi classici, perché un autore scrive di quello che sente e vive nel tempo attuale.
Vorrei anche chiarire che quando dico Swing non sempre intendo composizioni per Ensable orchestrali nutriti... spesso mi riferisco a composizioni Swing che richiedono un organico di fiati inferiore.

ATTIVITA' DAL VIVO
Dal vivo canto e suono brani miei aggiungendo alcuni classici di Louis Armstrong, Fats Waller, Louis Prima, Hoagy Carmichael.
Tuttavia, a causa della mia routine quotidiana in studio (attività che negli ultimi anni è diventata preponderante) della mancanza di tempo e anche di alcuni problemi di salute che sto affrontando in questo 2026...  almeno per quest'anno sono meno interessato a suonare jazz e più a fornire canzoni ad altri artisti e gruppi del settore con cui collaborare, come puro autore di canzoni. Vedi sotto il paragrafo "Collaborazioni con Live Bands".

I LINGUAGGI MUSICALI DEL JAZZ
Filosoficamente parlando, penso che dovremmo preservare i linguaggi specifici che abbiamo ereditato dalla storia e dalla tradizione non cercare di distruggere questi bellissimi ed organici linguaggi con il nostro egocentrismo, pensando di poter mescolare e shakerare qualsiasi cosa sostituendoli con qualche artificiale e improbabile  nuovo linguaggio.
Amerò sempre il Ragtime, il Dixieland, il Charleston, lo Swing ed il Bebop. Ed amerò sempre il blues da cui l'intero Jazz deriva, non dimentichiamolo mai.
Credo che questi stili musicali possano essere ulteriormente arricchiti, ma rispettati nelle loro caratteristiche principali: non dovrebbero esser piegati e distorti secondo le volontà ed il capriccio dei musicisti.
Scrivere nuova musica rimanendo al contempo all'interno di linguaggi musicali che hanno una lunga storia - rispettandoli ma evitando le imitazioni - significa raccogliere una grossa sfida. Ho a volte l'impressione che questo concetto non sia molto ben compreso. Non è cosa da tutti avere il coraggio di percorrere questa strada. E' più difficile del retorico cercare di "esplorare nuovi territori". Per fare jazz tradizionale occorrono le idee; non bastano certo i diplomi e la capacità di improvvisare.

COLLABORAZIONI


COLLABORAZIONI DISCOGRAFICHE
Ho collaborato con la talentosa cantante Jazz Irene di Vilio di Saronno (VA) anche validissima insegnante e direttrice della scuola "Atelier Del Canto"
Lei ha inciso la mia più iconica canzone Jazz dal titolo Look, Look, Look ed ha cantato i background vocals ad un brano più swing come Let's Rock. Ho collaborato anche con alcuni contrabbassisti e batteristi.

Mi piacciono le collaborazioni e ove possibile tendo ad instaurare rapporti durevoli e perché no, anche di amicizia con i musicisti con cui c'è intesa e unità di intenti.
Sono interessato a collaborare con buoni strumentisti allo scopo di produrre nel mio project studio i miei brani Jazz in quanto sto sviluppando un progetto Jazz personale che nel medio periodo dovrà portare alla formazione di un Ensamble.
Penso che fare rete tra musicisti affini che operano nello stesso territorio, sia importante.

Oltre che con le cantanti, mi interessa collaborare con musicisti che suonano contrabbasso, batteria, strumenti a fiato, piano,
Ad ogni modo sono aperto a valutare anche collaborazioni con altri tipi di musicisti. Ad esempio uno strumento che mi piace molto e che ho usato nelle mie composizioni è il vibrafono
 
Non cerco turnisti ma solo musicisti motivati che abbiano piacere di lavorare con me. Per ulteriori informazioni vedi la voce Nautilus Studio nel menù. Se interessati mandatemi una riga scritta e può darsi che potremo collaborare con profitto, nell'interesse della buona musica.

COLLABORAZIONI CON LIVE BANDS
Come compositore sono interessato a fornire composizioni originali a jazz bands avviate, cantanti o performers, da suonare nei Vostri Live.
Se siete interessati ad una tranquilla collaborazione in remoto di questo tipo scrivetemi per maggiori informazioni e valutiamo insieme. 
Scrivo diversi stili di Jazz ma soprattutto: Canzoni, Swing, New Orleans, Bossanova, Be Bop. Probabilmente ho già qualcosa di pronto da proporvi qualunque sia il Vs. Stile.

CIRCA IL RUOLO DELLA IMPROVVISAZIONE NELLA MUSICA JAZZ


Adesso cerchiamo di renderci anche un po' antipatici perché troppa simpatia... non va bene :)
Essendo un artista blues conosco il valore della improvvisazione che in parte utilizzo anche a scopo compositivo; peraltro sono sempre stato attento a non abusarne. Trovo che molti musicisti jazz sopravvalutino - a volte in modo pesante - il valore della improvvisazione, alcuni arrivano a rifiutare di leggere qualsiasi cosa.
Io sono un autore che è favorevole a lasciare spazi di improvvisazione ai solisti, all'interno delle proprie partiture... ma di li a dire che l'improvvisazine è tutto ce ne corre.
Esser capaci di improvvisare per ore e di suonare a raffica scale alla velocità della luce non significa essere dei buoni musicisti ed ancor meno significa.. star facendo della buona musica. Sono un compositore perché  credo nelle idee e perché seleziono le mie idee, con l'intento di fare qualità e non quantità. Non reputo tutto bello, tutto buono e tutto interessante... non mi prenderei la briga di scrivere delle note su un pentagramma se pensassi che "tanto basta saper improvvisare per fare buon jazz".
Con tutti gli album che ci sono stati tramandati... mi domando: "c'è veramente bisogno di un altro Album di Jazz o di un altro brano di Jazz?"
Frutto della mera abilità tecnica e del nostro egocentrismo? Onestamente... il più delle volte mi rispondo di no.
La formula integralista dell'improvvisatore pazzo la trovo disimpegnata, snob e francamente noiosa. Mi lascia pensare ad un individuo che ha poca voglia di lavorare, di impegnarsi, di distillare la buona musica con il tempo che richiede il buon whiskey. No, un giocatore che ama stare in pantofole a me non suscita chissà quale ammirazione.
La penso come la pensavano Louis Armstrong, Hoagy Carmichael, Thelonious Monk, Duke Ellington. Quindi mi reputo in ottima compagnia. Per il resto, buona musica a tutti